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Hashish. Cos'è l'hash e come viene prodotto?

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Al giorno d'oggi è possibile consumare una gran varietà di concentrati di cannabis. Ci sono l'olio di cannabis, lo shatter, il crumble, il batter, il butan-olio o BHO, la resina di cannabis – insomma, ci sono un sacco di varianti della stessa sostanza e ognuno può scegliere la sua preferita. Tuttavia, sono in molti a ricordarsi di quando l'unica scelta possibile era fra erba e –fumo–. Vediamo quindi cos'è l'hashish, come viene prodotto, qual'è la sua potenza e in che modo si differenzia rispetto agli altri concentrati di cannabis.





Cos'è l'hashish?

L'hashish è una resina lavorata che si produce estraendo i tricomi (peli ghiandolari) della cannabis e compattandoli in un blocco solido. Il metodo più antico per realizzarlo (probabilmente quello originale) consiste semplicemente nello sfregare le mani contro la peluria della cannabis dopo aver maneggiato i boccioli per poi grattare via la resina. E' un metodo un po' goffo, ma pulendovi le mani otterrete una pallina di fumo potentissimo. Chiunque abbia coltivato la cannabis lo sa già, visto che sicuramente avrà presente la resina che si forma sulle forbici quando si potano le piante.


Come si produce l’hashish?

E' possibile realizzare l'hashish anche col metodo acqua/ghiaccio. Si versa acqua ghiacciata in un secchio e si mescola vigorosamente aggiungendo la cannabis un po' alla volta. Mescolando, i tricomi si staccheranno dalla pianta e rimarranno nell'acqua. L'acqua viene poi fatta passare attraverso un filtro a rete per estrarre la resina che poi viene fatta essiccare. Per un risultato ottimale, consigliamo di usare  una pianta fotoperiodica ad alto livello di THC oppure una varietà autofiorente.

La cannabis Frisian Dew è concentrata



Una delle maggiori produzioni di Hashish in Europa e nel Mondo avviene in Marocco, nelle valli del Rif, situate nella parte nord del Paese marocchino in cui è situata la famosa cittadina di Ketama (oggi chiamata Issaguen). Nelle valli del Rif avviene la maggior parte della produzione di cannabis del marocco, questa viene poi lavorata per la produzione del famoso hashish marocchino.

Il metodo usato è quello della battitura a secco, che avviene usando un grande recipiente di plastica o metallo (a scodella) alla base, un setaccio bendisposto e allargato sopra, poi la cannabis o kif come viene chiamato in Marocco viene posizionato sopra il setaccio e poi coperto con un telo (come quello del campeggio), a questo punto con due bacchette di legno si batte sopra il telo per lungo tempo, il risultato si troverà dentro il recipiente a scodella ed è una polvere (resina) più o meno chiara a seconda della tipologia di cannabis utilizzata, una volta pressata diventa il classico fumo che siamo abituati a vedere, la morbidezza dipende da molti fattori, se è una prima, seconda, terza….

Battitura, dal tipo di cannabis utilizzata, se cime più grosse o scarti secondari ecc.. I contadini marocchini fino a una decina di anni fa coltivavano piante di genetiche autoctone da cui producevano il famoso Hardala, il tipico e tradizionale fumo di colore marrone scuro, molto morbido e cremoso. Insieme all’Hardala si poteva trovare anche il Messicano e il Jamaicano, che derivavano da piante di genetiche derivanti da quelle zone, il messicano era molto speziato, con un colore rossiccio un pò più compatto e meno morbido, mentre il Jamaicano era la massima qualità, molto cremoso con un colore marroncino chiaro, un gusto fresco ed un effetto davvero pulito e piacevole che durava ore, perfetto fumato nel chilum.

Negli ultimi anni vista la grande richiesta, i contadini marocchini hanno iniziato a coltivare genetiche ibride partendo da seme femminizzato, in modo da avere una sinsemilla con una quantità di resina e di produzione maggiore, infatti negli ultimi 10 anni abbiamo iniziato a trovare fumi di Mazar, Blueberry, Amnesia, Kush… Un pò diversi da quelli tradizionali prima citati, ma di qualità davvero alta ed alcuni con effetti superiori alla media e delle cremosità e colorazioni interessanti.

Normalmente arriva in tutta europa in panette da 50 o 100 grammi con un’ etichetta che indica la genetica di partenza utilizzata. Questa tipologia di fumo è facilmente reperibile nei Cannabis Social Club spagnoli, vista anche la vicinanza con le coste marocchine. Tutt’ora il Marocco rimane il più grande esportatore mondiale di hashish e comporta il 30% del Pil marocchino! Quindi la produzione in Marocco è molto importante per tutta l’economia marocchina e per tutto il paese perché crea un indotto inimmaginabile.


Distretto blu in Marocco



Storia dell’hashish

Il fumo viene consumato da migliaia di anni, fin da quando i primi umani notarono quella strana sostanza appiccicosa che rimaneva sulle piante di cannabis. Può essere fumato o usato per cucinare. Il suo sapore e il suo aroma ricco lo rendono una prelibatezza speciale per molti amanti della cannabis. Solitamente il livello di THC è del 40%. E' facile da conservare, trasportare e consumare. Nel 1980 veniva incartato in pacchetti rossi o dorati e veniva esportato dalle principali aree di produzione (Nepal, India, Pakistan e Afghanistan) dopo averci impresso sopra un sigillo esclusivo di vendita. Coltivare cannabis in casa è facile, per questo l'hashish importato è scomparso quasi del tutto ed è stato sostituito dai moderni concentrati di cannabis.



Potenza del fumo. Hashish ad alto tasso di THC

Uno degli svantaggi del fumo è che contiene materiale vegetale, il che limita la sua potenza. Questo ha spinto alcuni a cercare metodi alternativi per produrre concentrati di cannabis ricchi di THC. Ad oggi ce ne sono molti ed possibile produrre facilmente concentrati con un livello di THC fra il 50% e l'80% (quasi il doppio rispetto all'hashish tradizionale). Di solito, i metodi moderni prevedono di polverizzare i boccioli e di lavarli con un solvente per estrarre i cannabinoidi e gli olii dalla pianta. I solventi più usati sono l'etanolo, il butano, alcol isopropilico oppure  il diossido di carbonio supercritico. Dopo aver rimosso con cura il solvente, il concentrato è pronto per essere gustato. Molte persone usano i vaporizzatori per consumare i loro concentrati di cannabis, ma ci sono molti modi per gustarseli, dal mangiarli al fumarli.





I moderni concentrati di cannabis stanno diventando estremamente popolari sia fra chi ne fa un uso ricreazionale, sia fra chi li usa per scopi medici, e basta una visita ad un qualsiasi dispensario statunitense per accorgersi di come ormai i concentrati siano diventati più famosi dei fiori. Tristemente per alcuni, trovare del buon hashish tradizionale non è più tanto facile. I consumatori più giovani lo vedono spesso come un prodotto un po' retrò, ma per i fan dell'hashish vecchio-stampo non c'è niente che possa sostituirlo.







March 27th 2019

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Commenti recenti (5)

On 12 -11-2016 at 21:17 u Jim Sullivan wrote:
Hello,Dry ice is a great and easy way to make hash,look it up on you-tube,i think it is better quality and easy to do.
 

On 23 -02-2018 at 01:11 u Hillsidevwbud wrote:
I think full melt hash is the best and healthy way to go taste the best
 

On 20 -05-2018 at 07:52 u AHRIMAN RISING wrote:
I grew up in South Florida in the early 70’s, before the government managed to shut down importers, and US produced herb was considered dogshit. This was the era of Maui and Kona, Columbian Gold, Thai or any of the imported Hash brands from Africa and the Middle East. I can’t speak for what is available now, but I long for the taste of Blond Lebanese. Nothing will ever compare.
 

On 23 -08-2018 at 04:24 u Karen wrote:
If you find that hash let me know. I have a medical marijuana card. So it's good strains. I just miss that piney tast. Oh and the super buzz. Boy do I miss hashish.
 

On 17 -07-2019 at 20:49 u Matt wrote:
I remember my friend had the best black hash back in the 80s and then gold leaf it said freedom of Afghanistan with a Scythe
 




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